A cinquant’anni da Profondo Rosso tra jazz, rock e cinema

Profondo Rosso tra Giorgio Gaslini, Goblin e progressive rock

Nel suo saggio su The Mellophonium, Maria Giovanna Barletta rilegge Profondo Rosso a cinquant’anni dal film, soffermandosi sul rapporto tra Giorgio Gaslini, i Goblin e l’identità musicale della pellicola. Ne emerge una colonna sonora complessa, sospesa tra jazz, progressive rock, sperimentazione e tensione narrativa

Klaus Bellavitis Trio: equilibrio tra divertissement e profondità

Klaus Bellavitis Trio a Milano tra swing, classe e profondità

Nel suo articolo per Jazzitalia, Maria Giovanna Barletta racconta il concerto del Klaus Bellavitis Trio a Milano come un incontro riuscito tra tecnica, carisma e sensibilità musicale. Tra standard celebri, groove, ironia scenica e gusto per l’arrangiamento, emerge un live capace di unire leggerezza e profondità senza perdere eleganza.

Torino Jazz Festival 2025 tra Vijay Iyer e Limen Ensemble

Nel suo articolo per Mellophonium, Maria Giovanna Barletta mette in dialogo due momenti diversi del Torino Jazz Festival 2025: l’intimità del piano solo di Vijay Iyer e la forza collettiva del Limen Ensemble. Ne emerge il ritratto di un festival capace di unire ricerca, scrittura e libertà espressiva.

Torino Jazz Festival 2025: i concerti di Vijay Iyer e del Limen Ensemble

Eric Daniel tra improvvisazione, arrangiamento e libertà musicale

Nell’intervista firmata da Maria Giovanna Barletta, Eric Daniel racconta il jazz come verità, ascolto e dialogo tra musicisti. Dal lavoro sugli arrangiamenti per Cappuccio Collective Smooth alle esperienze con Gil Evans, la RAI Big Band e il film Bix di Pupi Avati, emerge il ritratto di un artista completo, rigoroso e libero.

Intervista a Eric Daniel: il jazz come dialogo e verità

Aymée Nuviola e Havana Nocturne: jazz, bolero filin e memoria cubana

Aymée Nuviola Havana Nocturne è il cuore di un racconto musicale intenso, raffinato e profondamente identitario. Nell’articolo firmato da Maria Giovanna Barletta per Classic Voice, la cantante cubana viene presentata come interprete di un’Avana antica, sontuosa e nostalgica, dove il bolero filin incontra il jazz, il folclore rituale e la tradizione latina in una sintesi artistica di grande fascino.

Aymée Nuviola Havana Nocturne - Maria Giovanna Barletta

Evan Parker: il sax infinito del jazz contemporaneo

Evan Parker: il sax infinito tra jazz contemporaneo, improvvisazione e ricerca sonora Evan Parker è uno dei nomi più importanti del jazz contemporaneo europeo. Parlare di Evan Parker significa entrare in un territorio musicale che va ben oltre il semplice virtuosismo strumentale, perché il suo percorso artistico rappresenta un punto di incontro tra improvvisazione libera, sperimentazione, musica elettroacustica e profonda consapevolezza del suono. In questa pagina proponiamo un approfondimento dedicato a Evan Parker, figura centrale per comprendere l’evoluzione del sassofono nel secondo Novecento e nel nuovo secolo, con la possibilità di consultare anche il PDF allegato per leggere il contributo completo. Quando si parla di Evan Parker, il primo elemento che emerge è la sua capacità di trasformare il sassofono in uno strumento di esplorazione continua. Non si tratta solo di eseguire note o costruire fraseggi complessi: nel suo caso il suono diventa materia viva, respiro, presenza, tensione, durata. La sua ricerca sul sax soprano ha segnato intere generazioni di musicisti e continua ancora oggi a essere un riferimento per chiunque voglia comprendere il valore dell’improvvisazione nel jazz contemporaneo.

Evan Parker: il sax infinito tra jazz contemporaneo, improvvisazione e ricerca sonora

Camilo Torres di Giorgio Gaslini: la prima assoluta dell’opera incompiuta

A dieci anni dalla scomparsa di Giorgio Gaslini e a circa mezzo secolo dalla composizione originaria, Camilo Torres torna oggi al centro dell’attenzione come una delle pagine più intense e significative del suo percorso artistico. La prima assoluta dell’opera incompiuta, andata in scena all’Auditorium “Giuseppe Di Vittorio” della Camera del Lavoro di Milano, rappresenta non soltanto un recupero di grande valore storico, ma anche un’occasione concreta per rileggere il pensiero musicale del compositore in tutta la sua ampiezza, tra tensione etica, ricerca sonora e costruzione teatrale. Composta nel 1973, Camilo Torres nasce da una partitura autografa originale oggi conservata nel fondo speciale Gaslini di Villa Gomes, a Lecco. Il progetto era pensato per attori, voci, orchestra, registrazione su nastro magnetico e testi di Roberto Lerici, elementi che già da soli restituiscono la complessità e l’ambizione di una scrittura lontana da ogni rigidità di genere. In Gaslini, infatti, la musica non è mai materia chiusa, ma linguaggio aperto, capace di assorbire il jazz, la contemporaneità colta, il teatro e la dimensione narrativa in un’unica visione espressiva. La nuova messa in scena ha avuto il merito di restituire vitalità a un’opera rimasta incompiuta senza trasformarla in un semplice documento d’archivio. Decisivo, in questo senso, è stato il lavoro di Alfonso Alberti, collaboratore di lungo corso di Gaslini, che ha rielaborato la partitura in una forma esecutiva nuova, insieme alla regia di Lisa Nava. Il risultato è una produzione che conserva intatto il nucleo ideale del lavoro originario, ma riesce anche a parlare al presente con chiarezza, forza e coerenza.

L’Universo Gaslini: guida ragionata a tutte le sue opere

Un libro dove gli autori hanno raccontato Giorgio Gaslini come non è mai stato fatto prima. Per fare chiarezza sull’opera di un artista che, spesso, ha messo in crisi la critica musicale con una scrittura disinvolta eppure complessa.